02/03/2025
L'analisi del giorno dopo: un pareggio che non spezza il sogno scudetto
Il Napoli disputa una grande partita contro l'Inter. Al Maradona, il big match termina 1 - 1.

Il sogno continua, ma oggi c'è più soddisfazione o rimpianto? Non c'è dubbio che l'1-1 del Maradona debba essere valutato come un risultato positivo. E' vero che il punto lascia inalterato lo svantaggio contro l'Inter a scontri diretti ormai finiti, ma è anche vero che la partita ha detto che gli azzurri non sono sembrati assolutamente inferiori ai più quotati avversari e nelle 11 gare che restano faranno di tutto per rendere la vità difficile ai nerazzurri. E per questo magari, per quanto visto in campo, un pizzico di rimpianto resta. Ma sono oggettivamente di più le note positive al termine della gara rispetto a quelle di demerito. Perchè l'Inter, passata in vantaggio con una prodezza di Di Marco, poi ha badato a controllare la gara senza riuscire più ad impensierire Meret, di fatto inoperoso per tutto l'incontro. E col passare dei minuti il Napoli è cresciuto, sia sotto il profilo delle trame di gioco, che come intensità della manovra.
Conte, che per sostituire Anguissa aveva dato fiducia a Gilmour, ha avuto risposte confortanti dallo scozzese che ha verticalizzato bene e dato velocità alle giocate fino al cambio con Billing. Lobotka col passare dei minuti è cresciuto proponendosi sul finire della gara con uno spunto personale e servendo a Billing il pallone del meritato pareggio. Ultimi minuti concitati con la doppia occasione prima con McTominay e poi con Ngonge che non sono riusciti a trovare il varco nel muro eretto davanti a Martinez. Impressione è che se il Napoli avesse trovato un po' prima il pareggio l'inerzia della partita avrebbe consegnato i tre punti agli azzurri. Ma la reazione di orgoglio del gruppo che ha saputo reagire allo svantaggio, e disputato un grande secondo tempo, aspetto in controtendenza rispetto alle ultime 4 gare, lascia ben sperare.
Aver poi evitato all'Inter di prendere il largo in una situazione di emergenza è un altro punto a favore. Perché con il passare dei giorni il Napoli recupererà gli infortunati che ne hanno condizionato il rendimento nell'ultimo mese. Anche ieri sera è sembrato molto evidente che alla squadra di Conte mancasse quello spunto negli ultimi sedici metri che in genere è prerogativa del giocatore di talento. E in questo momento, dopo la cessione di Kvara e con l'infortunio di Neres, di talento il Napoli non ne ha molto. Non è mancato l'impegno di Lukaku, come di tutta la squadra, che con gli ingressi di Billing e anche Okafor, ha avuto lo sprint giusto per raddrizzare la partita. Ma per tornare ad essere quelli dominanti fino a fine gennaio sembra ormai evidente che il tecnico debba recuperare tutto l'organico. Adesso gli azzurri sono chiamati a due gare insidiose prima della sosta: Fiorentina in casa e Venezia (che ha fermato l'Atalanta) in trasferta; l'obiettivo è quello di tornare al successo per poi, con l'organico al completo, poter provare l'assalto negli ultimi due mesi di campionato. Il sogno continua.
Antonio Procopio

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