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28/02/2025

Napoli, con l'Inter non è partita scudetto ma conta tantissimo

Napoli, con l'Inter non è partita scudetto ma conta tantissimo

Non si può dire che chi vincerà la gara di sabato alle 18 sarà campione d'Italia ma è indubbio  che è abbastanza certo che il vincitore possa mettere una seria ipoteca sul tricolore. E non tanto per i punti di distacco che separerebbero Napoli e Inter a fine partita, ma perché il successo vorrebbe dire iniezione di fiducia per lo sprint finale. Certo la gara con l'Inter non arriva nel momento migliore per il Napoli, reduce da tre pareggi ed una sconfitta e con un organico ridotto all'osso causa infortuni, ma forse aver perso la testa della classifica deresponsabilizza più gli azzurri e mette invece gli avversari nella condizione di dover vincere la gara da favoriti quali erano da inizio stagione.

Insomma, forse per una volta, il Napoli non avrà pressioni prima della partita, discorso che non vuole certo essere di aiuto ma che inverte il carico di responsabilità. Anche perchè non sarà semplice capire l'undici che Conte deciderà di opporre alla squadra di Inzaghi. Con Olivera non al meglio, e probabilmente in panchina, sembra molto probabile la riproposizione del 352 per giocare a specchio. Quindi, difesa con Di Lorenzo e Buongiorno ai lati di Rrahmani, Politano e Spinazzola esterni del centrocampo a tre che non vedrà in campo Anguissa, ultimo degli infortunati. Billing o Gilmour prenderanno il posto del camerunense, fuori per circa un mese. Davanti, Raspadori spalla di Lukaku.

Nella conferenza stampa prepartita, Conte non ha svelato le carte nè tradito nervosismo: il tecnico è sembrato sereno come fosse una partita come le atre. Guardando in casa Inter, Inzaghi non avrà Sommer ben sostituito da Martinez nell'ultima gara di campionato. Poi, formazione tipo con difesa guidata da Acerbi con Pavard e Bastoni e centrocampo con Calhanoglu in cabina di regia con Barella e Mkhitaryan ai suoi lati. Esterni Dumfries e Di Marco con il recuperato Thuram in coppia con Lautaro davanti. Una formazione che sembra non avere punti deboli, forte di una difesa solida, due esterni capaci di fare 9 reti complessive, un centrocampo che abbina qualità a forza fisica e un attacco con due giocatori in doppia cifra. Se si pensa che il primo giocatore del Napoli in termini di prolificità è Lukaku con 9 reti, si può capire quanto sia grande il divario tra le due contendenti e quanto di buono finora abbiano fatto gli azzurri. Maradona che sarà gremito ancora una volta e 1 marzo che potrebbe segnare il giorno della svolta: dopo un febbraio avaro di soddisfazioni magari si volta pagina, e risultato...

Antonio Procopio

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