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08/07/2015

DAL TATTO AL CONTATTO, SI È CHIUSO L’ORIGINALE HAPPENING DI FUORIGROTTA.

L’apertura di un nuovo Store diventata ispiratrice di un vivo dibattito sociale

DAL TATTO AL CONTATTO, SI È CHIUSO L’ORIGINALE HAPPENING DI FUORIGROTTA.

Il “muro virtuale”, montato in Viale Giulio Cesare, quartiere Fuorigrotta, su cui fino a ieri mattina faceva bella mostra di sé il graffito di Raffo (writer napoletano che abbiamo intervistato lo scorso venerdì) è figurativamente “caduto” alle 18 di un ordinario martedì di Luglio, quasi come fosse un sipario, lasciando che l’attenzione dei cittadini si concentrasse tutta sul live show che ha sancito l’ufficiale apertura di uno Store tra i più innovativi della città. (di seguito, il link che rimanda all'articolo e alle videointerviste realizzate la settimana scorsa,quando il writer napoletano ha iniziato la sua opera https://www.napoleggiamo.it/articolo.php?id=17413 )

Non ci sarebbe nulla di nuovo, non ci sarebbe nemmeno notizia, se questa –che resta un’operazione commerciale- non fosse stata pensata e realizzata in stretta simbiosi con la realtà del quartiere, con il senso stesso dell’opera che Raffo ha realizzato per l’occasione.

“Dal Tatto al Contatto”, recita il claim ispiratore dell’intero evento. E attorno a questo s’incastonano innumerevoli suggestioni. Una frase semplice, dalle molteplici interpretazioni, come ci spiega il Prof. Luigi Caramiello, docente di sociologia dell'arte e della letteratura alla Federico II: 

Tecnologia che abbatte le distanze, dunque, arma formidabile da utilizzare sempre meglio per cavalcare i tempi e superare ogni sorta di barriera. E’ questo che Federico Castaldo, titolare dello Store, ha inteso comunicare a tutte le persone che, con espressioni stupite, si specchiavano ieri sera nelle vetrine illuminate a giorno, lì in Viale Giulio Cesare.

Internet, la connessione ad altissima velocità, l’immensa interattività multimediale che da essa potrà derivare, sono tutti un mezzi da mettere sempre più a disposizione di tutti. La tecnologia, segno indistinguibile di progresso (inteso come via maestra per l’emancipazione di ciascuno) deve diventare patrimonio comune. Deve essere, in definitiva, accessibile a tutti. Non più distinguo tra chi può agevolmente accedervi e chi ha maggiori difficoltà a fruire dei suoi vantaggi. Il progresso, in questo senso, dovrà diventare sempre più la via per mettere le persone in relazione, avvicinare esperienze, capacità e mondi diversi. Mettere tutti in… Contatto.

Alle aziende che del progresso tecnologico fanno un enorme business, a chiunque ne possa disporre, agli stessi organi d’informazione, per finire alla scuola, il compito –il dovere sociale, diremmo- di diffondere la conoscenza. Di abilitare le persone all’innovazione.

 

Carmine Ciniglia

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