Senza giocatori non si vincono le partite. I rimpianti iniziano ad essere un po’ troppi in questa stagione, ma forse quelli contro la Juventus sono quelli meno colpevoli per il Napoli. La sconfitta a Torino è quella che fa più male ma, senza voler essere impietosi, è quella dove non si poteva fare meglio. Le due deluse del campionato nella partita della paura giocano ‘una partita della paura’ con la gemma di uno dei più talentuosi dei 22 in campo, il bosniaco Alajbegovic che a 20′ dalla fine ha trovato il gol dell’anno: un gran tiro ad incrociare sul secondo palo con pallone carambolato in porta dopo aver centrato il montante. Il Napoli fino a quel momento aveva tenuto bene il campo dimostrando di non soffrire gli avversari preoccupati, come gli azzurri, di non subìre ripartenze. Ma ieri sera il Napoli, ridotto all’osso da una miriade di infortuni, ne aveva poco per provare a vincere e nella ripresa ulteriori cambi hanno di fatto abbassato la qualità della manovra. Nel finale il raddoppio di Boga, dello stesso livello della prima rete, è servito solo a confermare come alla Juve sia andato tutto bene.
Che fosse una serata sfortunata lo si era intuito già scorrendo la lettura delle formazioni con Allegri costretto a rinunciare ad Hojlund alle prese con un attacco febbrile mandando in campo Lucca. Out anche Rrahmani non al meglio sostituito da Marianucci. Praticamente il Napoli era senza 7 titolari e alla fine del primo tempo anche De Bruyne e Di Lorenzo erano costretti a lasciare il campo. Incerottato in ogni reparto, il secondo tempo è stato ancora più scadente sotto il profilo del gioco con due squadre che facevano vedere un calcio scolastico e di livello basso: brava la Juve ad aver trovato la rete del vantaggio.
Il Napoli ha accusato il colpo ed è crollato a livello mentale restando in 10 per l’espulsione di Marianucci. Un peccato e forse un errore evitabile perchè il giocatore, che ha fatto una buona gara, ammonito nel primo tempo, nella ripresa è stato spostato sulla fascia al posto del capitano, una zona di campo che non predilige e dove serve maggiore rapidità e passo veloce. Era facile prevedere che con il passare dei minuti e con maggiore stanchezza, il centrale potesse incappare in un fallo da seconda ammonizione e così stato. La Juve ha gestito bene e raddoppiato ma fino al 70′ si è vista una gara bruttina ed equilibrata.
Primo tempo con gli azzurri che hanno tenuto bene il campo e prodotto due buone occasioni: Lucca di testa ha impegnato Vicario, Lang a chiusura di una bella azione non ha centrato la porta da buona posizione. La Juve, confusionaria e volenterosa, ha fatto poco: una mischia su angolo ha visto il pallone centrare il palo dopo una carambola su Cabal e nel recupero una conclusione di Alajbegovic ha trovato pronto Meret alla deviazione. Nella ripresa i cambi hanno in parte spostato gli equilibri: Rrahmani e Gilmour hanno preso il posto di De Bruyne e Di Lorenzo, poi Vergara ha rilevato Politano. Spalletti ha invece messo Gatti per Kalulu in avvio di tempo, ma soprattutto Zhegrova per uno spento Kolo Muani nel tentativo di aprire maggiormente il gioco partendo dagli esterni.
Una mossa che ha dato i suoi frutti con il giocatore che ha recuperato un pallone e smistato sull’altra fascia per il compagno che ha trovato il gol della vita. Analizzando reparti e singoli il Napoli per un tempo non è dispiaciuto: Anguissa sembra essere tornato sui suoi livelli, la difesa ha visto in Rafa Marin e Marianucci due ottimi rincalzi. Ma troppa poca capacità offensiva con Lucca che si è battuto con poco costrutto e Lang ancora una volta impreciso nel momento topico della gara. E adesso la classifica dice che gli azzurri hanno la metà dei punti della Lazio capolista che domenica ad ora di pranzo verrà al Maradona per fare la voce grossa.. Prima ci sarà da andare in Portogallo in Champions League e il Napoli dovrà fare la conta degli arruolabili visto che alla lunga lista ieri si sono aggiunti Di Lorenzo, Olivera e De Bruyne alle prese con problemi muscolari. Sarà molto difficile poter fare una formazione competitiva e una maggiore attenzione a questa ecatombe sarebbe doverosa perche come si dice a Napoli: senza soldi non si cantano messe che nell calcio vuol dire che senza giocatori non si vincono le partite.
Antonio Procopio