La vittoria che serviva. Il poker del Napoli a Monza è il miglior toccasana per gli azzurri che in una serata ritrovano anche il risultato oltre al gioco. Era da mettere in preventivo a dire il vero e, nel pregara, lo avevamo detto: le ultime prove della squadra erano state positive e con la Roma era mancata solo la vittoria, sfuggita solo per errori e dettagli. E a conferma che le cose fossero migliorate, arriva il conforto numerico: 11 reti fatte nelle ultime tre gare sono un’inversione di tendenza eloquente anche se sul piatto della bilancia ci sono le sei subite che non sono comunque poche. Bodo Glimt e Roma però sono squadre più forti del Monza e l’equazione è tutta qui. Ma qualche problema c’è stato anche ieri sera al “Brianteo”. Un primo tempo non brillante nonostante la rete del vantaggio dopo pochi minuti con Hojlund. Il Napoli si sedeva troppo e sembrava svagato: qualche appoggio sbagliato e la mancanza di quella ferocia agonistica che dava coraggio al Monza che sul finire del tempo, con un bello stacco di Varela che bruciava Rafa Marin, confermava tutte le sue doti e portava i suoi all’1-1.
Un bel giovane il centravanti dei lombardi e sarebbe giusto che la società azzurra ci facesse un pensierino il prossimo gennaio. Solo 21 anni ma doti tecniche elevate e un potenziale in crescita per un ipotetico acquisto che sarebbe ciò che serve per rinforzare il reparto offensivo. Tornando alla gara nella ripresa si assisteva ad un’altra partita: bravo Politano a trovare il secondo palo su un alleggerimento errato della difesa di casa, poi Rafa Marin si riscattava e di testa su azione d’angolo siglava la sua prima rete in azzurro. Chiudeva il poker De Bruyne entrato nella ripresa su assist di Lang che si è visto poco ma ha fatto delle buone giocate mostrando segnali di miglioramento. Tra le note positive da segnalare c’è la prova di quasi tutta la squadra su livelli sopra la sufficienza. Bene anche Milinkovic Savic chiamato nel primo tempo a due ottimi interventi e molto attento.
Anguissa in mezzo al campo ha fatto sentire il suo peso ed Hojlund tornato al gol si è sbloccato giocando più sciolto. Ma anche in serate positive come quella di ieri non potevano mancare le note stonate che ormai sono una triste consuetudine: ci riferiamo all’ennesimo infortunio che ha riguardato questa volta Lobotka che si è procurato una distorsione alla caviglia che lo ha costretto a lasciare il campo dopo poco più di un quarto d’ora. Un’altra tegola che si aggiunge alla lunga lista di infortunati e che riduce ulteriormente le scelte e le possibili varianti per Allegri. Ma si deve guardare sempre avanti e domenica sera gli azzurri saranno di scena a Torino contro la Juventus sconfitta ieri e agganciata a quota 14 punti. Sarà una partita complicata tra le due squadre maggiormente in ritardo in questo avvio di stagione, ma almeno sotto il profilo del morale, il Napoli ci arriva meglio. La prima trasferta è andata bene adesso ci sarà un trittico di gare ad alto livello di difficoltà: Juventus, Porto in Champions e la sorprendente Lazio al Maradona; tutto in sette giorni prima della seconda sosta. Molto del campionato degli azzurri si capirà dopo queste tre gare.
Antonio Procopio